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aria di musica
col vento tra le pagine
feat
grandi sguardi
insolazioni
la brina del mattino
lenzuola
nuvole
parco giochi
2+2=
achille
akio
antisanti.com
bandini
beh... vabbè
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slow
solo_in_linea
special guest
studio illegale
walkaway
*loading* bambini
la verità ti arriva sempre alle spalle, ti tocca voltarti per vederla in faccia
Ho 42 anni, due figli, vivo da solo, mia moglie mi ha lasciato per un architetto, l'ho aspettata tanto, adesso che mi rivuole non la voglio; guadagno poco, non ho fatto carriera; e non mi fa più male, tutto questo.
Diego De Silva. Non avevo capito nienteSteso al sole da Euridicea alle 12:58 | link | commenti (8) |
col vento tra le pagineuna sopresa su cinque, sarà uno di noi!
LUI: ma hai sentito di Ronaldo beccato con quei tre?
L'ALTRO: sì, però dice che non se n'era accorto...
LUI: seeee, u cazz!
[appunto]Steso al sole da Euridicea alle 14:34 | link | commenti (10) |
insolazioni
e nel fermento
d'ogni essenza, coi miei racchiusi bocci
che non sanno più esplodere oggi sento
la mia immobilità come un tormento.
scirocco
Scende piano ogni mattina le scale che a sera, a speranze finite, dovrà risalire; la fatica maggiore -l'hanno imparato anche le poche rondini rimaste- è tutta nascosta nelle ore peggiori, nei pensieri che spingono sul fondo e nel rancore che ha imparato a masticare l'invidia, e a fingere che sia solo umana intolleranza. Tocca risalire proprio quando si è più stanchi: stanno così le cose, inutile girarci intorno.
Scende piano ogni mattina le scale, quasi a cullare l'affanno che verrà.
Ha ripreso a far sogni, di recente, e ogni sogno è gestito da un'idea soffocante del giorno prima.
-Non voglio più sognare-
s'è detta oggi davanti al tazzone del latte bianco, ancora calda nel suo pigiama.
-Chi te lo impone-
le ha risposto, seria, l'aria consumata della stanza.
oggi una volontà di ferro spazza l'aria,
divelle gli arbusti, strapazza i palmizi
e nel mare compresso scava
grandi solchi crestati di bava.
tramontana
Il tempo per lei ha deciso poche volte, o forse poche sono state le volte in cui se n'è fatto accorgere. Sono anni che pensa ai giusti incastri, alle corrette combinazioni delle emozioni, alle soluzioni delle sensazioni più cifrate; mesi che si dà regole e le disfa il giorno dopo; giorni interi che vorrebbe cambiare ogni curva della sua mente senza sapere da quale, in pazienza, cominciare. Mentre cammina per strada, le capita di avere l'esatta percezione di cos'è che non vorrebbe mai o solo non vorrebbe più. Eccelle nelle antitesi, nei crolli, nelle piogge: non volere le riesce più facile. Saprebbe elencare i no convinti della sua vita e poi scommettere che corrispondano a tutti i no detti, pensati, pianti.
Sa far bene quasi niente, ma i nodi a meraviglia.
O mio tronco che additi,
in questa ebrietudine tarda,
ogni rinato aspetto coi germogli fioriti
sulle tue mani, guarda:
sotto l'azzurro fitto
del cielo qualche uccello di mare se ne va;
nè sosta mai: perchè tutte le immagini portano scritto:
'più in là!'.
maestrale
Organizza tutto, quando può, e sa bene che questo non vuol dire avere un qualche ordine e saperlo conferire alle cose: il suo tenere sotto controllo i tempi e le modalità è solo una risposta alla paura di trovarsi lì dove non saprebbe come mettere in posa le mani, come impostare un sorriso che sembri vero, come raccogliere i capelli affinché non sembrino troppo scuri o troppo chiari.
Con la faccia al sole, promette ogni bene per se stessa: si giura protezione e volontà, speranze fresche come l'acqua che scorre. Al chiuso del suo mondo, però, tradisce ogni tentativo e torna ad essere quella che non vorrebbe, con tutte le attenuanti del caso: di noi stessi sappiamo essere i migliori giudici solo quando non siamo impegnati a farci da avvocati.
Dopo aver spento la macchina, l'altro giorno, ha fatto finta di cercare qualcosa nella borsa, quando invece l'unica occupazione del momento era solo cercare di scacciare un pensiero prepotente e triste. Chiusa lì dentro, coi finestrini alzati e la borsa rimescolata, s'è arresa all'idea che scegliere senza voltarsi a vedere cosa ci si è lasciati dietro è difficile quanto guardare le proprie dita e amarle senza pensarci troppo: a volte dietro le spalle ci sono solo fantasmi, ma si finisce per ritenere un peccato aver perso anche quelli.
Sul frigo ha incollato questo post-it da due giorni:
i respiri regolari durano solo un minuto se li fissi troppo.
E' per guarire, dice.
Eugenio Montale - L'agave su lo scoglio
Steso al sole da Euridicea alle 17:06 | link | commenti (11) |
la brina del mattinodeduzioni
[osservando una processione di santi e sante]
LUI: ma san Tarcisio era femmina?
LEI: sì.
[la statua aveva i capelli a caschetto]Steso al sole da Euridicea alle 15:47 | link | commenti (17) |
insolazioni
la bellezza dei numeri sta nel loro essere schietti, liberi da doppisensi, decisi.
In totale contraddizione col mondo.
Devo reimparare a contare.
come finire le parole.Steso al sole da Euridicea alle 15:44 | link | commenti (9) |
aria di musicavicino alle casere vostre!
LUI: vero?
IO: beh sì.
LUI: è molto più arrapante l'intelligenza, la testa! La bellezza prima o poi sfiora.
IO: ...
LUI: sfiorisce! SFIORISCE!! dài, ti prego, tipregotiprego, non la mettere sul blog!!!Steso al sole da Euridicea alle 23:43 | link | commenti (10) |
insolazioni
Siamo uomini troppo distratti da cose
che riguardano vite e fantasmi futuri,
ma il futuro è toccare
mangiare
tossire
ammalarsi d'amore.
Max Gazzè - La favola di Adamo ed Eva
-ti sta benissimo, infatti.
-eh, penso che inizierò a godermela quando avrò dimenticato quanto l'ho pagata.
-eheh... ma Francesca?
-ha detto che non viene, giornata no.
-ah. Arianna ha detto di aspettarla, sta cercando parcheggio.
-ma sta ancora con quel cretino?
-dice che è una cosa seria.
-...
-si è ripromessa di dimenticare tutti i nomi con cui lui, per sbaglio, la chiamava.
-pretendere che fosse lui a dimenticarli era troppo?
-è troppo presa..
-è troppo scema!
-e se fosse solo innamorata?
-ma dài...
-cosa?
-ok sì, è innamorata, e allora? amare qualcuno vuol dire azzerare le proprie facoltà mentali? zittirsi?! l'ha tradita mille volte. Impicchiamoci pure, quando invece è l'altro ad aver sbagliato!
-non sono la pers
-sì, scusa.
-...
-...
-...
-scusa.
-niente.
-...
-alla fine, quel master?
-mi ci sono iscritta, vedremo.
-siete in tanti?
-non troppi.
-...
-...
-...
-senti, scusami davvero per prima, ma tu lo sai che quan
-ho detto che è tutto ok, finiamola qui.
-non volevo.
-fammi ridere, allora.
-uhm
-sentiamo..
-ah sì, ecco. Ieri sera stavamo discutendo non mi ricordo nemmeno più di cosa e sai cosa mi ha risposto quello scemo quando gli ho detto, mezza incazzata -guarda che l'ultima cosa che vorrei fare con te è litigare-?
-e la prima?
-ahaha, sì
-ahaha
Steso al sole da Euridicea alle 13:21 | link | commenti (12) |
la brina del mattinola fila dietro
(SOTTOTITOLO: forse è meglio che quel vocione che racconta tutte le storie dei film, al cinema -prima che cominci quello per cui hai pagato il biglietto- legga anche tutti i titoli, senza dimenticarne nessuno. Altrimenti poi crea confusione nella gente, giustamente)
[fine di un trailer]
LUI: scusa, e che vuol dire diecimila ac*?
LEI: avanti Cristo.
[e, fosse in me, di una storia]
*detto con la c di casa.
Steso al sole da Euridicea alle 00:47 | link | commenti (9) |
insolazionivoglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida
io, ora che ci ripenso, al massimo avrò collezionato le figurine di Pollyanna e nemmeno mi ci sarò impegnata tanto, perché c'era mia sorella che acquistava, scollava e appiccicava. Io giravo solo le pagine.
Poi vennero i ragazzi di Bervely Hills 90210 e mia sorella diciamo che di Pollyanna, uhm, per carità, ma ricordo che mi disse
-questo te lo regalo.
E cominciò a imparare a memoria le camicie XL di Dylan e a dire che sembrava cattivo, ma in realtà era buono et figo. Io boh, ricordo poco e quel poco si ferma al fatto che decisi che i biondi non mi sarebbero mai piaciuti * , perché Steve era brutto forte.
I miei fratelli, poi, del collezionista non avevano niente: nè i soldi nè la pazienza. E a calcio preferivano giocarci. Ogni tanto li sentivo dire
ce l'ho,
non ce l'ho,
c'ho 3 doppioni! (che a questo punto non dovrebbero chiamarsi ternioni?)
ma si parlava di biglie, nessuna figurina.
E il resto della spesa, anziché in album e roba varia, lo spendevano in focaccine e supersantos nuovi. Il tutto farcito da sbucciature alle ginocchia a volontà.
Io, ora, non è che voglia chissà quale giustizia o cosa, però, verso Pollyanna tutta la mia stima, ci mancherebbe, ma anch'io dopo un po' presi l'album che mia sorella aveva completato e dato a me, e dissi a mia madre
-questo te lo regalo.
Lei disse ok sorridendo, ma poi andò a metterlo al solito posto, sul mio comodino. E ci è rimasto.
Nel frattempo, ho vissuto un anno dietro l'altro, e ne avrò accumulati più di 10 da allora, ma Dylan continua a non piacermi, Steve non ne parliamo proprio, e dei giocatori ho conosciuto solo ginocchia e polpacci (essendo poco chiare le loro facce in tv, tutti intenti come sono a sputare o a sudare).
E insomma, ho preso la mia decisione:
o g g i c o m i n c i o l a m i a c o l l e z i o n e.I meritevoli non seguiranno l'ordine decrescente, nè altri. E' solo che oggi mi piace più questo, domani quell'altro. Semplice. Ho come l'impressione che la vita spesso vada così.
1. Claudio Santamaria
ogni tanto mi viene da pensare che sguardi migliori ne devono ancora inventare.
2. Marco Cocci
dietro i rasta, c'era questo sorriso
e voglio baciare il barbiere per averglielo fatto capire.
[pag. 1]
* mi sa che è l'unica promessa che mi sono fatta e che sono riuscita a mantenere. Finora.Steso al sole da Euridicea alle 20:56 | link | commenti (24) |
parco giochidoppietta
Come up and see me,
make me smile.
Noi, Gugù feat. S.Harley, Make me smile (come up and see me)
Steso al sole da Euridicea alle 01:56 | link | commenti (18) |
lenzuola, feat